by Carmela Lo Presti
  • Il Dio di Domani – La grande sfida spirituale del nostro futuro

    Inserito il 25 settembre 2009

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    Qualcosa di straordinario sta per accadere su questo pianeta. Dopo le rivelazioni comunicate all’umanità dalla trilogia di “Conversazioni con Dio” in poi, Neale Donald Walsch annuncia una clamorosa profezia: Dio sta per tornare. Non nel senso che apparirà un nuovo Messia, ma che nei prossimi anni sarà il nostro paradigma spirituale a cambiare completamente perché il Messia… saremo noi, ‘ognuno’ di noi, uniti in un Team dell’Umanità.

    Molti da tempo si chiedono: se siamo disposti a esplorare le nuove frontiere della medicina e della scienza, se riflettiamo su come modificare la politica e l’economia, perché non spingerci oltre anche in campo spirituale, ri-creando la nostra concezione di Dio? Ma come? Le antiche tradizioni di saggezza, i grandi maestri hanno già detto quasi tutto sul senso dell’esistenza e del divino, ma le loro parole sono rimaste spesso inascoltate, e ancor meno messe in pratica. Quello che invece dobbiamo fare è interrogarci sulla fondatezza delle vecchie credenze per far evolvere il nostro approccio al mondo nella direzione dell’autenticità. Qualcosa di radicalmente diverso da come concepiamo la vita adesso, una corsa al successo fine a se stesso e senza una reale vittoria perché, come sostiene ironicamente l’autore, “è come una gara tra topi: anche se vinci, resti sempre un topo”…
    Saggio e provocatorio come nel suo stile, Walsch torna a offrirci il messaggio di speranza che sta stimolando ad attivarsi sempre più persone sulla Terra.

    «L’umanità non può permettersi altri capricci. Abbiamo trovato il modo di depositare la fine del mondo in una semplice valigetta. Possiamo chiudere la morte della società civile in una busta piena di spore, e spedirla per posta. E il nostro destino sarà timbrato… Abbiamo imparato a far schiantare aeroplani contro edifici, uccidendo senza esitare migliaia di persone. Ci siamo convinti che la guerra preventiva, sparare prima e fare domande dopo, sia un mezzo accettabile di condurre la politica estera. [...] In breve, siamo confusi. Ma c’è una via d’uscita, e voi potete avere un ruolo nell’impresa di trovarla. Questo libro parla del vostro ruolo. Dice che nei prossimi anni si verificherà nell’umanità un cambio di paradigma così positivo, così potente, così totale, da alterare il corso della nostra storia. E io invito te, sì, proprio te che ora hai in mano questo volume, a unirti a tale rinnovamento.»